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APPENDICE VI - DOCUMENTI |
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XXIII - Ordinanza del Principe D. Luigi de Aragona e Moncada perchè non si rechi offesa alla di lui giurisdizione (A. 1632). |
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“Nos Don Aloysius de Aragona Moncada et Lacerda Princeps Paternionis, dux Montis Alti et Bisbonae etc. omnibus et singulis officialibus nostrorum statuum et presertim Capitaneo et ludici dictae Civitatis Paternionis cui vel quibus praesentes praesentatae fuerint amicis nostris salutem. Siamo stati supplicati del tenor che siegue Ill.mo ed Ecc.mo-Sig.re, Don Antonio Stella uno delli Vassalli e Ministro di V. E. della Città di Paternò supplicando dice che li Monaci di S.to Nicolao la Rina e S.ta Maria di Licodia nelli feghi di detti Padri existenti in questo territorio s'hanno usurpato e si vanno usurpando la giurisditione e patrimonio di V. E., la giurisdizione nelli detti feghi, le Cause civile e criminale.. carcerando et escarcerando con conponere diverse persone sotto pretesto di certe ragione non toccante, facendo atti, pigliando quindene ed altri atti necessarij spettanti.e pertinenti alla giurisditione di V. E. e così, parimente s'hanno usurpato come in effetto hoggi si esigono la gabella della dogana di V. E. la quale non solamente s'esigono delli forestieri ma dalli proprij Cittadini, cosi non intesa mai che un Cittadino nello suo istesso territorio habbia da pagare dogana, oltre che in detti loro feghi hanno inposto et inponino gabelle e quelle si fanno pagare e si esigono con tanta libertà che apporta meravíglia a chi li sente, e quello che di maggior meraviglia che avendosi inposto molte gabelle Reggie in questa Citti delli quali detti Padri hanno litiglato et hanno ottenuto sententia in favore che non si possono dalli loro inquilini esigere dette gabelle e quelle doppo d'essere state levate loro se li esiggono marca franca senza nessun timore e questo lo fanno ordinariarnente et ogni giorno secondo l'informatione mi si e data salvo etc. et oltre di quello che s'ha detto di sopra Ecc.mo Signore li detti Padri s'hanno fatto e fanno padroni di tutta la Città e concedino a censo di poter fabricare a gusto loro a chi ci piace prohibendo ad ogni uno di far da fabrica; però delli scritturi antichi si riconosce il contrario perchè si trovano diverse concessione fatti a diversi per li Giurati di essa Città come padrona del tutto e volendoci alcuni domandare che demostrassero come ne sono Padroni (si vanno servendo del Privilegio della Città di Messina) dicendo che non sono obligati demostrar come, |
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