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PARTE PRIMA - PATERNO’ CIVILE |
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CAP. LXII - La Carboneria. Rivoluzioni del 1821-'37-'48-'60. |
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E la pace d'Europa era turbata principalmente dai fatti di Francia, fatti che parrebbero impossibili se non fossero la naturale conseguenza de' princiii stabiliti dai filosofi atei di quel tempo. Furono morti, uccisioni, sacrilegi, crudeltà inaudite. Era guerra al trono, guerra all'altare, guerra a ogni autorità perchè tale. Si perseguitava la croce e regnò sovrano il patibolo. Prima i nobili e la stessa famiglia reale, poi i persecutori di costoro vennero tutti ghigliottinati.
Poi sorse Napoleone, grande perchè si accinse alla riparazione de' mali cagionati alla Francia; ma ambizioso come pochi altri, si recò in mano il potere, cominciò a distribuire regni e corone, si rese il flagello di Dio di tutta Europa e lo spavento de' monarchi. Ferdinando I riparò in Sicilia sotto la protezione degli inglesi.
La rivoluzione non cessò col ripristinarsi del culto, dell'autorità e dell'ordine publico, ma continuò nel velenogià diffuso delle idee, nell'odio a Dio e ai poteri costituiti. Uno sconfinato amore di libertà, un desiderio vago di cose e ordinamenti nuovi, l'interesse offeso de' militari, che dopo le imprese napoleoniche si vider chiusa la via a un aumento di fortuna o di gradi, tutto contribuiva a crescer discepoli alle teorie rivoluzionarie. Sventuratamente nel regno di Napoli fu lo stesso Murat che per suoi fini politici soffiava nel fuoco, ed ecco una società secreta formidabile, la Carboneria, costituitasi nel 1810 con riti e intendimenti massonici. |
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