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Bianca di Navarra - La morte di re Federico IV avvenuta nel 1377 apre nella storia di Sicilia un capitolo oscuro e convulso. La giovane figlia Maria era infatti incapace di reggere il governo e per questo ella dovette appoggiarsi ad Artale Alagona, capo riconosciuto del partito Catalano. Ma Artale Alagona non era certo in grado di assicurare alla Regina il controllo di tutta l’isola, sicché fu giocoforza per lei riconoscere l’autorità di Manfredi Chiaromonte sulla Sicilia occidentale, di Francesco Ventimiglia sulla parte settentrionale, di Guglielmo Peralta sulla fascia meridionale. In pratica dominavano quattro Vicari, in esecuzione del testamento di Federico IV, sempre in lotta fra di loro, aiutati dai feudatari minori che devastavano il patrimonio demaniale, mal difeso dalla legittima autorità. Era prevalso in quel tempo l’uso di farsi nelle popolazioni demaniali raccomandati e affidati, i quali, obbligatisi a quelli (baroni) con giuramento di omaggio e vassallaggio, e ricercandone protezione e soccorsi agli intercessi e alla fazione del barone serviano apertamente. Indi formavansi e sussistevano le sette e i partiti: e non che tenessero le città divise fra i grandi e il popolo, ma le famiglie popolane erano attaccate ai nobili e dipendenti e nudrite dal favore di un potente1. La rivalità più aspra era quella fra i Chiaromonte e gli Alagona. I primi erano a capo del partito latino che raccoglieva la feudalità minore e le città della Sicilia occidentale e si atteggiava a difensore degli interessi locali dell’isola contro gli occupanti catalani, considerati invasori, dominatori, prevaricatori che dal Castello Ursino di Catania dominavano su tutta la Sicilia orientale. Le rivalità non erano solamente quelle fra Alagona e Chiaromonte. Poco prima della morte di Federico IV era scoppiata una violenta contesa fra i Chiaromonte e i Ventimiglia. Infatti Manfredi Chiaromonte aveva ripudiato la moglie Costanza, sorella del Ventimiglia. Il ripudio nascondeva in realtà motivi di interessi ben più profondi. I Chiaromonte volevano allargarsi nelle terre controllate dai Ventimiglia ed estendere il loro dominio in territori non di loro pertinenza. I Ventimiglia resistettero all’invadenza dei rivali e crearono delle alleanze fra potenti famiglie. I partigiani dell’una e dell’altra fazione si affrontarono senza esclusione di colpi. _______________________________________________ 1 Rosario Gregorio, Considerazioni sopra la Storia di Sicilia dai tempi normanni sino ai presenti a cura di A. Saitta, Ed. della Regione siciliana, p. 226. Vincenzo Fallica, Opere - Bianca di Navarra email: info@paternogenius.com |
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