La storia
delle masserie è strettamente collegata alla
storia del meridione d'Italia e ai latifondi
dei grandi proprietari terrieri1.
La masseria,
intesa come organizzazione sistematica di un
territorio e finalizzata ad attività
agricole, ha origini molto antiche; i primi
esempi probabilmente risalgono al tempo
della colonizzazione greca del meridione.
I romani
ripresero queste primitive strutture
concentrando le proprietà in poche aziende
latifondistiche e dando, così, origine alle
massae (blocchi immobili rurali), entità
rurali che confluirono poi in insediamenti
residenziali e produttivi, detti villae2.
Le villae, dopo la caduta dell'impero
romano, si trasformarono in piccole
roccaforti disposte per la difesa dalle
invasioni barbariche.
Dal IX secolo,
ad opera soprattutto di Carlo Magno, le
masserie divennero una nuova entità rurale
chiamata "feudo" e spesso, intorno all'anno
mille, sotto la dominazione dei Normanni,
assunsero l'aspetto di piccoli villaggi
fortificati. I grandi proprietari terrieri
si erano trasferiti nei propri possedimenti
e sotto il loro diretto potere la condizione
dei contadini e quella degli schiavi si era
trasformata progressivamente in una forma di
servitù in cui ciascuno era strettamente
collegato alla terra che lavorava ed era
costretto al rispetto di una lunga serie di
obblighi o corvées.
Nel XV secolo,
con l'arrivo degli Aragonesi, che
eliminarono tutti i privilegi concessi
precedentemente ai contadini, solo gli
addetti alla transumanza ebbero il permesso
di costruire fabbricati su terreni adibiti a
pascolo, destinati all'abitazione, al
ricovero per gli animali e alla lavorazione
dei prodotti caseori che venivano chiamati
iazzi, distinte da quelle in cui si
praticava la coltivazione dette posta,
poiché erano postazioni fisse in cui si
ritornava al termine della giornata.
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1 - Già
nell'antichità classica Plinio il Vecchio per
spiegare la crisi dell'agricoltura affermò
che i latifondi avevano rovinato l'Italia.
2- Nella
villa rustica vi erano due corti, una
interna, l'altra esterna e in ciascuna una
vasca (piscina), la vasca della corte interna
serviva per abbeverare gli animali, l'altra
per alcune operazioni agricole come
macerare cuoi, lupini, ecc, attorno alla
prima delle due corti sorgevano le
costruzioni in muratura. Ne era il centro
una spaziosa cucina; vicino alla
cucina(culina) si trovavano le cantine,
le stalle. In luoghi più asciutti c'erano
i granai, i seccatoi. Le stanze in cui veniva
conservata la frutta. Adiacente
alla
villa rustica vi era l'aia; !a vicino
sorgevano alcuni capannoni come la rimessa
dei carri agricoli. Vi erano inoltre un
ergastulum (prigione in cui gli schiavi che
scontavano una mancanza attendevano ai
lavori più duri e il valetudinarium per gli
schiavi ammalati (U.E.Paoli).