Le fornaci e i vasai della creta

 

Fino agli anni Cinquanta, è stato fiorente a Paternò l'uso di terracotte non rivestite. Da millenni l'arte ceramica ha accompagnato i ritmi della civiltà contadina paternese; anche senza una tradizione decora­tiva la produzione di manufatti ceramici ha varcato i confini dell'isola. Recenti ricerche evidenziano che i greci importassero in Sicilia i loro manufatti di pregio; ma per quanto riguarda le ceramiche d'uso comune si ipotizza l'esistenza di un centro di produzione nel territorio paternese.

Raggiungevano poi una competitività superiore le argille bianche (prelevate dalla cava di Ponte Barca) e quelle rosse (da quella di Fossa Creta), miste alla sabbia dell'Etna.

Molti erano gli stazzuni, antiche fornaci, e molte le botteghe dei vasai, i quali esportavano fino a Napoli i bummula (orcioli), le quartare (brocche), i caruseddi (salvadanai), i quatrittuni (mattonelle), le pignatte (pentole), i catusi (grondaie), i coppi (tegole). La rinomanza era dovuta, ovviamente, alla nota miscela.

Sul finire del secolo scorso ancora molti cittadini traevano sostenta­mento dall'arte di "cavar creta" da alcune "cave" locali.

Il dott. D. Giuseppe Costanzo, divenuto padrone della "tenuta di Prifalaci", per concessione del convento di S. Francesco d'Assisi di Catania, aveva cercato di rifiutarsi di riconoscere l'uso civico sulla cava d'argilla. I cittadini però reclamarono, mirando alla tutela del diritto dell'uso civico, poiché le manifatture d'argilla servivano per gli usi comuni del popolo oltre che per la costruzione di case.

Il lavoro avveniva all'interno della fabbrica, s'iniziava ad impastare la creta di mattina; all'inizio il lavoro era più lento perché l'argilla era meno elastica, poi più veloce in quanto divenuta quasi pronta per la lavorazione. In seguito dopo aver fatto i badduna (panetti di creta a forma cilindrica), l'argilla si metteva sul tornio per la modellazione e con l'aiuto delle mani e della rosola si costruivano bummuli (orcioli) di tanti tipi, vasi, grondaie, giare, ecc.

Sappiamo inoltre che la colazione degli operai addetti ai lavori era a base di pane con o cipolle, od olive, o pane e lattuga o formaggio.