La via dei
mulini a Paternò
Nel corso del 19° secolo la maggior parte dei
mulini ad acqua funzionanti nel territorio di
Paternò erano ubicati nella cosiddetta via dei
mulini che divenne in seguito una via di
campagna, quasi un valloncello (vannuneddu),
perchè spesso livellata dalle acque non
incanalate delle sorgenti vicine.
Questi mulini, un tempo, rappresentavano un
caratteristico e suggestivo scenario. I mulini
di Paternò, in contrada Bella Cortina e
Salinelle, che sfruttano tutti la stessa acqua
di Monafria si sviluppano in sequenza come i
tredici mulini della Flomaria molendinorum
presenti sulle Madonie.
Oltre alle acque di Monafria venivano
utilizzate quelle della fontana Grande, della
fonte Maimonide e delle sorgenti Jungo,
Nocella, Vana, ecc.
La funzionalità dei mulini
Ogni mulino per funzionare aveva bisogno di un
complesso sistema che, costruito accanto
all'edificio, includeva un canale di
alimentazione (chiamato prisa) che raccoglieva
l'acqua delle sorgenti in una colonna di
carico originando un getto a pressione con una
forza tale da muovere una ruota orizzontale
aiettata in legno situata all'interno di un
vano posto sotto il pavimento dell'edificio
stesso.
In
caso di malfunzionamento, la ruota veniva
sostituita da un'altra posta nello stesso
vano. Concluso il percorso da questo tragitto
l'acqua fuoriusciva da uno dei due garraffi
riversandosi in un'altra prisa a fondo
naturale dove vi transitavano carretti e
animali da soma.
Il
suo movimento veniva messo in comunicazione
alle varie pulegge che mettevano in funzione
una coppia di cilindri (laminatoi), disposti
in senso orizzontale attraverso i quali
passava il grano per essere macinato e
diventare così farina con la crusca.
La società
contadina
Antistante all'edificio del mulino campeggiava
un grande spiazzo che veniva utilizzato,
considerata l'abbondanza di acqua, per
allevare anatre e oche che accoglievano con
gai starnazzi i vari clienti che arrivavano
per macinare il proprio grano. Nella società
rurale l'attività dei mulini era strettamente
collegata con l'economia della famiglia
contadina. Ogni famiglia possedeva un piccolo
appezzamento di terreno a seminativo il cui
prodotto raccolto doveva servire come
nutrimento per tutto l'anno. Ogni cosa infatti
veniva prodotta in casa; persino il lavoro
compiuto dai mulini veniva poi rifinito in
casa dalle massaie (come la separazione della
crusca dalla farina).