IL RUOLO DEGLI ARTIGIANI NEL CARNEVALE PATERNESE
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di Pippo Virgillito

Lo sforzo del
maestro Messina ha sempre mirato ad un nobile
principio: incrementare il turismo a Paternò
attraverso la realizzazione di manifestazioni
carnevalesche, presentando qualità di progetti
aventi tutti le prerogative per un grande
richiamo di forestieri.
Non solo ma dagli
inizi del 1980 ha preso l'iniziativa di formare
a Paternò una scuola di arte e di artigianato
che suscitasse l'interessamento e l'ammirazione
di coloro che amano le discipline artistiche.
Lo scopo della "Scuolarte
città di Paternò" era quello di fare frequentare
i ragazzi delle scuole dell'obbligo di Paternò e
dei centri viciniori per formare un focolaio di
futuri artisti al fine di proseguire nelle
nobili tradizioni artigiane cittadine (ad
esempio la cartapesta, quasi scomparsa dopo la
morte del maestro Giacinto Gioco; l'arte del
restauro dopo la scomparsa di don Alessandro
Librizzi; la pittura dopo la scomparsa del
pittore Salvatore Palumbo; la scultura dopo la
scomparsa dello scultore Alfio Fallica).
La
preziosa opera di formazione professionale nella
cartapesta e gruppi in maschera è stata
coadiuvata da Adamo Impallomeni (1939-1989), da
Giusy Spampinato, dal maestro ferraio Vito
Fiorenza, da G. Gulisano, Santo Patania...
Per alcuni anni i
giovani della "Scuolarte città di Paternò" hanno
fatto rivivere le antiche tradizioni del
Carnevale, realizzando tutte le maschere, in
cartapesta, ivi compreso il carro allegorico che
nel 1984 ottenne il primo premio.
Quell'anno i
giovani della "Scuolarte città di Paternò" hanno
contribuito alla rinascita del più allegro
Carnevale di Sicilia, perché credevano nel
lavoro di ripresa della cartapesta e nella
collaborazione degli Enti deputati alla
valorizzazione della festa più spensierata, più
allegra, più divertente, della nostra città...
Pippo Virgillito