F
Fāllica.
Per i greci tā fallicā erano i canti e le feste
in onore del fallo - emblema di feconditā,
generazione e trasmissione della vita - e di
Dioniso (cfr. la Poetica d'Aristotele, gli
scholia su Aristofane, il Lessico d'Esichio e
quello di Suida); e al fallo si č portati a
pensare d'acchito in presenza di questo diffuso
cognome: ma al riguardo varie possono essere le
ipotesi. 1) Femm. di Fāllico, cioč "luogo
pendente"; 2) cfr. Fālica, toponimo in ME, e
Fāllico, cioč "in onore di Priapo" (Rohlfs) e
quindi "attinente o dedicata al fallo": greco
fallite, lat. phāllica; 3) toponimo Fallichae
vicus presso l'Etna (CT), citato dal Fazello, e
Fāleca/o (ME), dal calabr. hālaku, fālaku,
hāliku - "dirupo roccioso e inaccessibile", con
i toponimi Fālica, Fāllaco, Hālacu, Hālica,
neogr. Chālikas, Chālikos, forse dal greco
antico chalāo = "allentare, allentarsi" o da
chālix = "ciottolo" (Caracausi).
Dell'intitolazione della via Fallica si
meravigliō lo scrittore torinese Carlo Levi,
quando, trovandosi a Paternō nel 1951 "tra i pių
splendidi aranceti" durante la festa di S.
Barbara, incrociō tale via; ma fu assicurato dai
compagni paternesi "che non č che un nome di
persona".11
Frequenza: a Paternō 9° (per cui č uno dei
cognomi tipici di questa cittā). Pers.:
Giuseppe Fallica Renna, commissario prefettizio
di Paternō nel 1932 e podestā nel 1932-42; Santo
Fallica, impresario e mago; Alfio e Giuseppe
Fallica, scultori; Vincenzo Fallica, studioso e
storiografo (vedi Bibliografia); Carmelo
Fallica, sindaco di Paternō nel 1989-90.
Fāllico. 1) "Luogo pendente", dal frequente
toponimo e cognome merid. Fadda = "costa, falda
di monte", a sua volta dal germ. falda (probab.
introdotto dai longob.) = "falda", "piega",
"pendio": cfr. anche il toponimo Fallo, giā
Faldum, (CH) nel Diz. di Topon. ; 2) in onore di
Priapo (Rohlfs); 2) dal toponimo Fāleca in ME e
Fāllico in CT (Caracausi, che esclude il Rohlfs).
Falsone. Alterato di falso.
Fama. Neogr. Famās. Toponimo in ME e CZ.
Farace, Faraci. 1) "Piccolo mare, seno,
piccolo golfo" (Traina), e in questo caso dal
neogr. farākion, diminutivo di fāros = "faro" (cfr.
Faro e Lo Faro); 2) arabo farag o farah =
"gioia" (Pellegrini, Rohlfs e Caracausi); 3)
anche varianti di Faraco, neogr. Farākos, e
anche greco charākion = "incisione" (Caracausi).
Attestaz.: Farāki Beiskómes, Sicilia, 1137;
TomasiusFarachius, Catania, 1210; Nicolaus
Faraciiis, Brindisi, 1274 (Rohlfs); Farachius
Levi, ebreo a Palermo, 1286. Famiglia Farace
giā iscritta nella Mastra delle nobili famiglie
patornesi. (Savasta) Pers. : sac. Ottavio
Farace, commissario dell'Inquisizione a Paternō,
sec. XVII; sac. Cesare Farace, nipote del
precedente, letterato, sec. XVII.
Faranda. "Farāndola'(da fa e ronde = "fa
giri"), danza a catena con accompagnamento di
pifferi e tamburelli, tipica della Provenza: cfr.
"La farandola dei fanciulli sul greto" (Montale,
Ossi di seppia) Attestaz.: Farandas, Naso
(ME), sec. XII (Rohlfs); Farandasf. Iohannis,
Amalfi, 1180; Farāntos, cognome neogr. (Rohlfs e
Caracausi).
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11
Carlo
Levi, Le parole sono pietre, Mondadori,
Milano, 1962(laediz. 1955), pag. 106
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