PREFAZIONE

Molto opportuna è questa riedizione dei Cognomi di Paternò, opera del prof. Carmelo Ciccia, studioso siciliano (ma residente da tempo nel Veneto) che, tra l'altro, è un buon latinista, collaboratore della nota rivista specialistica "Latinitas".

Rispetto alla prima edizione (I cognomi di Paternò, oltre 1.700 cognomi siciliani) del 1987, si notano ora numerose aggiunte e correzioni, non soltanto per il numero dei lemmi, ma anche per una migliore impostazione del volume e per una elaborazione approfondita e una bibliografia assai più ricca.

Assai pregevole è l'Introduzione con dati anche statistici circa la frequenza dei tipi cognominali della zona. Vi figura Paternò, che viene ovviamente dal nome della ridente cittadina catanese. Qui l'A. giustamente si sofferma ad elencare le varie spiegazioni etimologiche proposte da tanti studiosi (ma in buona parte dilettanti) per il toponimo, che fu preceduto — pare — da Hybla Magna Geleatide secondo numerosi autori che sostengono tale corrispondenza (o altre nelle vicinanze). Per l'etimo ritengo sempre verosimile o sicura la spiegazione dal lat. paternum (praedium), cioè 'la proprietà terriera ereditata dal padre'. Tale tipo toponimico si ripete in molte regioni e trova un parallelo, secondo noi, in Maderno. (Brescia) a. 958 e 969 Materno 'fondo ereditato dalla madre'. Così D. Olivieri/Dzz. Top. Lombarda 316.

Quanto all'accento spostato sull'ultima sillaba mi pare corretto seguire G. Alessio (1947) che pensa al tramite bizantino, Paternò, come in altri toponimi meridionali. Paradigmatico è Adernò/Adrano (e tanti altri); esso è attestato in arabo come adarnù (Edrisi). Si veda per tali toponimi ad es. G. Rohlfs, Lex. Gr. Italiae Inf. 40 e Gramm. Stor. It. III, 421, ove si citano vari esempi di nomi locali in ò, da -anum (Cagnanò da Canius, Magnanò da Mannius, ecc).

L'A. ha anche l'occasione di spiegare il suo cognome, tipico per la città. Esso si confonde con la voce cìccia 'carne', 'grasso' e può ingenerare confusione in un comune lettore (questa invece è di origine elementare infantile: v. DEI II925). Basta infatti il richiamo al parallelo maschile Ciccio, assai più comune, per comprendere come l'antroponimo sia la riduzione dialettale e infantile di Francesca. Qui non si può citare una filiera fonetica precisa poiché tale adattamento è frequente nelle trasformazioni del linguaggio infantile (v. Rohlfs, Gramm. Stor. It. III 450).

Scorrendo l'elenco dei numerosissimi cognomi registrati e studiati nel volume, si comprende subito gli strati linguistici che vi stanno alla base; essi sono assai vari e corrispondono in gran parte alla formazione dei dialetti siciliani, che occupano un posto particolare nell'Italia meridionale anche per la storia politica dell'isola. Oltre al (neo)latino, vi compare assai ricco il filone greco, bizantino, e non vi manca l'arabo, lo spagnolo, il normanno francese, il catalano e pochi esempi derivati dalle colonie albanesi, veramente rari.   

Carmelo Ciccia, I cognomi di Paternò

Prefazione

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