INTRODUZIONE
La
città è dominata dal castello arabo-normanno e
dalla chiesa matrice pure normanna. Sulla stessa
collina, detta rocca normanna, esistono altri
ruderi della stessa epoca, la chiesa della
Gangia di S. Maria della Valle di Giosafat e il
santuario della Madonna della Consolazione.
Nella parte bassa sono interessanti le chiese di
S. Barbara, patrona della città, quella dell'ex
monastero benedettino dell'Annunziata e quella
della Madonna dell'Itria6
con la torre dei falconieri.
La
parte nuova della città si è sviluppata nel
feudo Ardizzone e costituisce un moderno
sobborgo con aree di verde come il parco del
Sole, mentre la città meno recente sta attorno
ai lunghi e incrociati rettilinei di Via
Vittorio Emanuele e Via Giambattista Nicolosi.
La nuova Via Emanuele Bellia porta alla
cosiddetta Fonte Maimonide, dove un tempo si
poteva bere una pregiata acqua minerale, acidula
e ferruginosa, detta "acqua grassa", e alle
Salinelle, vulcanetti di fango sulfureo, caldo e
salato, che si dice siano in correlazione con
l'Etna, la montagna che fa da suggestivo sfondo
a tutta la città.
Conegliano, gennaio 2003.
Carmelo Ciccia
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Itria è abbreviazione di
Odigitria o Hodighitria o Odegitria, che
significa "colei che indica il cammino e che fa
da guida", "la condottiera" (dal greco odii =
"del cammino" ed eghéteira = "conduttrice").
Idrici, forma errata per la Madonna, è invece il
nome d'un fiume e d'un comune nei pressi di
Gorizia. Una Madonna dell'Odigitria (il cui
diffuso culto è di origine bizantina) col titolo
di Madonna di S. Luca è particolarmente venerata
a Bologna, della cui diocesi è compatrona.
All'evangelista S. Luca, chirurgo e pittore,
sono attribuiti i primi ritratti della Madonna .
Nei pressi di Martina Franca (TA) si estende la
valle dell'Uria, il cui nome è dovuto alla
stessa Madonna, protettrice dei viandanti, i
quali vi fondarono un eremo in cui è stato
trovato un affresco raffigurante la Madonna
dell'Odigitria. A questa sono state dedicate
importanti chiese e santuari: oltre che a
Paternò, a Roma (vedine la storia pubblicata da
Matteo Catalano nel 1596), Biancavilla,
-Acireale, Caltagirone, ecc. L'immagine della
Madonna dell'Odigitria, ritenuta la prima icona
bizantina, affinchè scampasse all'iconoclastia
fu affidata da alcuni monaci alle onde del mare
dentro una cassa di legno e poi approdò
miracolosamente alle coste meridionali d'Italia.
L'iconografia sintetizza le fasi più
significative della leggenda, rappresentando i
due monaci basiliani, la cassa di legno, la
città di Costantinopoli, una Madonna con in
braccio il Bambino. Alcuni però ritengono che il
titolo di "guida" si riferisca al fatto che la
Madonna avesse guidato due ciechi alla sua
chiesa di Costantinopoli, dove riacquistarono la
vista, mentre altri ritengono che "odeghi "
fossero i condottieri degli eserciti imperiali
che si recavano all'icona della Madonna per
invocare la protezione prima delle battaglie.