INTRODUZIONE
Ad
ogni modo, l'impostazione generale del lavoro
rimane identica: ad esempio, si sono mantenuti
criterio e sistema (poi adottati anello da
qualche altro autore) d'indicare quando
possibile alcuni personaggi che portano un dato
cognome e nelle citazioni delle fonti si è
mantenuta solo l'indicazione dell'autore
(senz'aggiunta dell'opera e sua pagina), dato il
carattere divulgativo.
Infine sono stati corretti vari errori, anche se
si sa che nei lavori a stampa il refuso è sempre
in agguato.
Detto questo, si può passare a ripetere i
concetti essenziali dell'introduzione alla
prima edizione, ovviamente essi stessi
revisionati.
Come
si sa, i cognomi in Italia nacquero intorno al
Mille, derivando o da caratteristiche fisiche
della persona o dall'attività esercitata o dal
luogo di provenienza o dal nome d'uno dei
genitori o dalla famiglia d'appartenenza o da
altre circostanze come un'abbreviazione o un
vezzeggiativo familiare, e popolaresco (ipocoristìco).
A
Paternò nel sec. XVII erano attestati molti dei
cognomi ancor oggi esistenti, quelli che hanno
dato il tipico volto all'onomastica cittadina,
anche se con qualche leggera differenza formale
(ad esempio:Cursaru-Cursaro-Corsaro,
Niculosu-Niculoso-Nicoloso/i, ecc). Naturalmente
ci riferiamo ai cognomi tipici e tradizionali di
Paternò, dai quali è partita quest'indagine che
poi è arrivata a tutti i cognomi della città.
Un
esame di questi cognomi ci dà l'idea delle varie
lingue e nazioni a cui sono attinti, delle varie
attività lavorative, dell'elevatezza o
dell'umiltà della loro origine, d'antiche
cariche, di vecchi oggetti, d'antiche contrade,
di storia, tradizioni e leggende. Un mondo
fantasmagorico in gran parte sommerso e che
attraverso lo studio riemerge come una favola
suggestiva.
Le
lingue di derivazione sono per lo più il greco,
il latino, l'arabo e lo spagnolo, ma non mancano
il francese, il tedesco e altre lingue. Il greco
fu la lingua della Sicilia Orientale anche
durante la dominazione romana; e questo spiega
il fatto che alcuni cognomi d'origine greca
sopravvivono ancor oggi pressoché immutati:
Aricò, Cali, Chisari, Ciràvolo, Magri, Pirro,
Sotera, ecc. Dell'altra lingua-base, il latino
ricordiamo: Castro, Manno, Pagano, Pulvirenti,
Sinatra. L'arabo, o direttamente o attraverso lo
spagnolo, s'è infiltrato nei cognomi e nella
lingua quotidiana, oltre che nella
toponomastica; qui basta ricordare alcuni
cognomi tipici come Garraffo, Garufi, Moràbito,
Zizza. Dello spagnolo ricordiamo Garsia o Garzia,
Martinez, Moncada, Vàsquez; del francese,
Giuffrida e Perri; del tedesco, Asmondo-Asmundo.
Quanto alle attività lavorative e' è tutta una
serie di cognomi terminanti in -aro {Carbonaro,
Cavallaro, Finocchiaro, Pignataro, ecc.) e
un'altra in -eri {Camilleri, Palminteri,
Pannitteri, Scuderi, Spitaleri, ecc).
I
potenti e quelli che abitavano presso di loro o
gli somigliavano erano Conti, Duca, Marchese;
gli umili: Di Dio, D'Ignoti, Diolosà, Trovato e
simili.
Antiche cariche indicavano Baglio,
Cònsoli-Cùnsolo, Iurato, Lo Giudice; mentre
vecchi oggetti indicavano Chiantello, Cappone,
Garozzo, Pennarello, Scuto, Pigliatela.
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