INTRODUZIONE

Il libro I cognomi di Paternò, oltre 1.700 cognomi siciliani, edito nel lontano 1987, ha avuto il merito d'essere stato — se non il primo — fra i primi del genere in Italia a riguardare un solo comune italiano, tanto che da esso hanno preso le mosse e su d'esso sono stati modellati certi repertori similari d'altri autori: i pochi repertori di cognomi precedentemente pubblicati riguardavano per lo più tutta l'Italia o qualche sua regione. Però esso aveva vari difetti: anzitutto non poteva usufruire della bibliografia e dei mezzi informatici oggi esistenti; e poi obiettivamente presentava certe ipotesi etimologiche non più sostenibili, nonché varie sviste tipografiche e personali, anche gravi, in parte corrette in una pronta Errata-corrige, che però non tutti i lettori hanno potuto acquisire.

Si è reso quindi necessario un lavoro di revisione e aggiornamento, che ha portato non solo all'aumento del numero dei cognomi, ma anche a quello dei personaggi citati e delle attestazioni, che nella prima edizione erano pochissime. Inoltre sono state rese più vicine all'espressione fonica la traslitterazione e l'accentazione dei termini greci.

Altra novità in questa nuova edizione è la menzione delle famiglie nobili. E vero che, ai sensi della XIV disposizione transitoria e finale della nostra Costituzione, i titoli nobiliari non sono riconosciuti; ma, sebbene una semplice citazione possa apparire anacronistica o addirittura ridicola, ritenendosi oggi giustamente (come fece a suo tempo Dante) che la vera nobiltà sia quella dell'animo e non quella del casato, tuttavia per completezza d'informazione e dato il ruolo — positivo o negativo — svolto dalla nobiltà in certe vicende storiche, qui sono menzionate oltre 150 famiglie già ufficialmente considerate nobili perché già iscritte nel Libro d'Oro della nobiltà italiana, nell’Elenco regionale siciliano, nell'Elenco ufficiale nobiliare italiano, nella Mastra delle nobili famiglie patornesi1  o in altri documenti, di cui è sempre indicata la fonte, presso la quale poi si possono trovare tutti i titoli, a volte numerosi, dei singoli casati. E bene far presente che veniva considerata nobile una famiglia di cui almeno un componente fosse insignito d'un titolo ufficiale. Il Savasta nella sua opera riferisce che il primo principe di Paternò, Francesco Moncada, nella seconda metà del sec. XVI decise di fissare la propria residenza a Paternò anche per il fatto che in tale città vi erano numerose famiglie nobili; ma al contrario, fra i motivi della richiesta di riscatto della città dalla signoria dei Moncada per la riduzione al demanio, veniva addotta l'esistenza di molte famiglie nobili, di cui si forniva un elenco. Il Savasta stesso tuttavia precisa che le famiglie nobili di Paternò non erano soltanto quelle da lui elencate (e in questo lavoro men­zionate), ma probabilmente ve n'erano altre ancora.2

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1 II termine siciliano Mastra in quest'accezione ha il significato di "ruolo dei patrizi" (Antonino Traina, Vocabolario siciliano-italiano illustrato, Finocchiaro, Palermo, 1868),

2 Gaetano Savasta, Memorie storielle della città di Paternò, Galati, Catania, 1905, pag. 347

Carmelo Ciccia, I cognomi di Paternò

Introduzione

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