AVVERTENZE
I
cognomi senza spiegazione sono di significato o
intuitivo o oscuro.
Le
sigle automobilistiche indicano le relative
province (RM=Roma).
Le
attestazioni quando non diversamente specificato
sono tratte dal Caracausi. Esse comprendono il
nominativo attestato, eventualmente preceduto o
seguito dal titolo professionale, il luogo del
riscontro e l'anno d’attestazione.
Se
nel corso della spiegazione d'un cognome è
introdotto un altro cognome in carattere
grassetto, vuoi dire che si rimanda a
quest'ultimo. In questo caso può esserci
l'abbreviazione cfr.
Nelle citazioni dei personaggi — ove possibile
elencati in ordine cronologico di nascita — se
non sono specificati il luogo di nascita e
l'epoca, s'intende che essi sono di Paternò
(cioè nativi di Paternò) e del secolo XX.
L'incipiente sec, XXI non è tenuto in
considerazione. Sono citati tutti i sindaci,
commissari e podestà del comune di Paternò fin
dall'inizio (1820), esponenti del mondo della
cultura, dell'arte e della politica, nonché
altri personaggi di rilievo, specialmente del
passato, anche se non di Paternò. Le citazioni
di personaggi non di Paternò, indicati sempre
dopo quelli di Paternò, vogliono dimostrare la
diffusione o l'importanza del cognome. Per
indicare l'epoca in cui visse un personaggio
citato, se incidente in due secoli, si è
preferita una formulazione del tipo "sec. XlX-XX"
(e non "secc. XIX-XX") in quanto che con "sec."
si è voluto indicare non un periodo di 200 anni,
ma un arco temporale a cavallo di due secoli.
Peraltro la formulazione prescelta è usata da
buoni scrittori.
Nella traslitterazione dal greco si è cercato di
rispettare i suoni attuali piuttosto che la
corrispondenza delle lettere alfabetiche e degli
accenti: così la consonante greca f è stata resa
con la f italiana (e non come di consueto col ph
latino, secondo una modalità entrata nell'uso
fin dal sec. II a. C), i dittonghi sono stati
accentati sulla prima vocale (e non sulla
seconda come in greco) e si sono resi il
dittongo ou con la semplice vocale u, la vocale
u con la vocale y e la vocale chiamata "età" con
la vocale i.
Per
quanto riguarda le professioni esercitate da
donne, contrariamente all'andazzo si è usato il
genere femminile dei nomi: e ciò, per rispetto
della femminilità e della grammatica, nonché in
conformità con quanto sostenuto in altra sede1.
Ad esempio: architetta, assessora, avvocata (o
avvocatessa), capa, chirurga, consigliera,
deputata, direttrice, dirigente scolastica, (la)
giudice, medica, ministra, notaia, (la)
presidente, pretora, senatrice, sindaca,
sottosegretaria; e inoltre, con l'ingresso delle
donne nelle forze armate: (la) agente, alpina,
brigadiera, capitana, (la) caporale,
carabiniera, colonnella, (la) comandante,
finanziera, (la) generale, (la) maggiore,
marescialla, poliziotta, (la) sergente, soldata
(o soldatessa), (la) sottufficiale, (la)
tenente, (la) ufficiale, ecc.
Per
quanto riguarda la pronuncia, i cognomi senza
segnaccento sono piani.
Infine la maggiore o minore ampiezza nella
trattazione d'un cognome dipende non tanto dalla
maggiore o minore importanza del cognome stesso
(come se si volesse riconoscere o conferire
prestigio ad esso), ma dalla maggiore o minore
quantità di materiale e dati in possesso.
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1
Carmelo
Ciccia, Lingua e costume, Firenze Atheneum,
Firenze, 1990, pagg. 31